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Scalza nella valle dei cocci.

La stessa stanza della prima notte. Lo stesso odore, quasi. Per quanto si sforzino di dare una parvenza di asettico c'è sempre quell'odore di disinfettante, feci e urina, odore di vecchio e sporco, odore di disperazione, e in dissolvenza un vago odore di cibi in preparazione che proviene dalle mense a rendere il tutto ancora più nauseante, se possibile. Il ronzio del compressore del letto antidecubito, rantoli catarrosi e lamenti. E l'odore, mioddio l'odore. Stringo i denti, infilo i guanti e mi nascondo dietro al miglior sorriso che ho. E trattengo i conati a stento. Dover dare coraggio a qualcuno che nemmeno conosci, quando tu per primo vorresti averne. Dover trovare la forza chiedendoti se davvero ne hai ancora. La vita ha uno strano senso dell'umorismo, con me per lo meno. Mi fa lottare anni per trovare equilibri che come raggiungo mi infrange. Stringo i denti, sento qualcosa che tenta di risalirmi in gola. Faccio il mio dovere. Infilo mani, sent...

Il Gatto Nero Torna a Casa...

Due anni quasi esatti dall'addio convinto e rabbioso, eppure rieccomi qua. Perchè in tutto questo tempo ho scritto i miei post nella testa, ed è faticoso tenerli tutti a mente, è doloroso rendersi conto che alcuni pensieri sono andati, persi, come polvere nell'aria. E in due anni ne sono successe davvero tante, troppe. Ho bisogno di questo posto, E' necessario, vitale, un qualcosa che le mie viscere chiedono e pretendono, Magari sono cresciuta, cambiata, ma con la solita voglia di graffiare, lasciare un segno, un ricordo, un input, qualunque cosa che non mi faccia fluttuare inerme nel pulviscolo di parole inutili che mi circondano. Grazie a tutte le persone che hanno spinto per questo, anche se quello che scrivo è principalmente per me, è bello poter condividere e trovare un'utilità in questa condivisione.

Arrivederci

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Non pensavo che sarei mai arrivata a dirlo. No davvero. Avere questo blog era una gioia immensa, poi qualcosa si è rotto. Non capivo bene cosa, sapevo solo che ogni volta che mi trovavo davanti alla pagina vuota cominciavano i guai. Mille domande, mille paure, mille dubbi che mai mi ero fatta qui, perchè questo era il mio porto franco, la mia isola felice, il luogo dove potevo esprimermi e confrontarmi, nel bene e nel male, con tutti quei pazzi lettori affezionati che avevo. Mi sono ritrovata a scrivere ovunque: agende, foglietti sparsi, tovagliolini... ovunque davvero.... Tranne che qui. Poi mi sono costretta a fermarmi, a pensare al perchè non provassi più gioia a scrivere nel blog, e ho capito che nel corso degli anni tante cose sono cambiate, tante persone sono entrate e uscite dalla mia vita... E questo ritengo sia normale, non mi infastidisce il fatto che persone che sono state parte della mia storia tornino qui, di tanto in tanto, per nostalgia, per curiosità, per quello che je ...

Silenzio.

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..E poi ti rendi conto che quello di cui hai davvero, davvero bisogno è solo un pò di silenzio. totale, immoto, liquido, ovattato, caldo, rassicurante silenzio. Perchè sinceramente non ce la potrei fare, a smistare la marea nera di fragorose cazzate che s'infrangono rumorosissime sulla mia faccia. La comunicazione tra esseri umani dovrebbe, potrebbe essere la cosa più semplice del mondo, ci abbiamo inventato una lingua, perdio, chiara e inequivocabile, e invece no!! Siccome siamo esseri umani dobbiamo necessariamente complicare tutto. Ovviamente, sempre in qualità di esseri umani, e quindi "evoluti" e "superiori" per farlo usiamo il modo più semplice, mica siamo coglioni... E il modo più semplice è mentire. Oh, la menzogna per certi è arte, per altri patologia, ma è pur sempre menzogna: ma l'assioma del Dott. Gregory House vuole che "tutti mentono", quindi o ci si adegua, o ti rendi conto di avere assolutamente bisogno di silenzio. C...

Non c'è MAI fine al peggio.

No, non c'è MAI fine al peggio. Però uno a un certo punto della sua vita pensa di averle viste e sentite ormai tutte, e di essere in qualche modo non dico al sicuro, ma di certo rafforzato. E INVECE NO. Dopo il peggio, c'è altro peggio, non prendiamoci per il culo. Dicevo di avere un lavoro splendido. Un lavoro che ti permette di fare la differenza, di crescere, di aiutare e sentirti parte di qualcosa... E quando parlavo in questi termini con i miei colleghi anziani sono sempre stata frenata, in qualche modo...E ora capisco perchè. Lavorare nel sociale, nel sostegno nel mio caso, è un'esperienza durissima: una sfida continua contro i tuoi limiti, contro i limiti dell'ignoranza della gente, contro l'arroganza di chi ti si mette accanto sabotando il tuo lavoro, contro chi si prende i tuoi meriti, contro i pregiudizi...Quasi contro tutto e tutti, e questo per il benessere di un solo individuo. Lo faccio da anni con passione, lo faccio dando il massimo e fregandomene de...

Blood Brothers

" E se tu potessi fare una passeggiata nel giardino della vita, Cosa ti aspetteresti di vedere? Solo uno specchio che riflette momenti della tua vita, e nel fiume i miei riflessi" Se potessi fare una passeggiata nel giardino di quella che è stata la nostra vita mi ricorderei quella passeggiata nel bosco fino a che non arrivò il buio e ci dovemmo affrettare per ritrovare la macchina, Ricorderei l'odore di stucco e di vernice all'alba, le sbronze epiche e i boccali rubati, ti ricorderei abbracciato a me, ancora piccolo e indifeso, tu, che ho amato e difeso ancor prima che venissi fuori da quel pancione tondo e gonfio di tua madre. " E mentre guardi tutto intorno al mondo in allarme  Che cosa vedi ? Pensi che abbiamo imparato ? " Ma ti ho visto mentre ti allontanavi coperto solo di freddo e di indifferenza. Ho sentito i nodi dentro di me sciogliersi per una distanza enorme fatta di silenzi che lentamente mi ha bucato il cuore. " Ci sono momenti in cui sent...

I figli ti portano sempre il conto

Ero nel bus. seduta, catatonica a fissare il panorama del tragitto sempre inesorabilmente uguale, al limite dell'encefalogramma piatto. Fermata. Sale una tizia, sui quarantacinque anni, ingioiellata oltre l'inverosimile e con vestiario vistosamente di marca che si siede proprio davanti a me, estrae il suo cellulare ultimissimo modello e inizia una conversazione a voce fastidiosamente alta: " A me non me ne frega un cazzo se tu sei stanco e hai bisogno di un giorno per riposare, ti vieni a prendere tua figlia prima." "Ti ho detto che non me ne frega un cazzo. E non me ne frega se stanco morto ti devi fare un sacco di strada per prendere tua figlia, ti ho detto che la devi prendere, sennò te la scordi proprio." " E allora? Ho cambiato idea. Io cambio idea quando cazzo mi pare, se prima ti avevo detto vabbè adesso ho cambiato idea, quindi se ti sta bene si fa come dico io, se non ti sta bene ti attacchi al cazzo e ti scordi di vederti tua figlia quest'...